Notizie dal concorso

sabato, 19 ottobre 2013

19 ottobre – La finale

Colpevole di essermi trattenuto un po’ troppo davanti a una eccellete pizza con zucca, scamorza affumicata e pistacchi, giungo in teatro senza il dovuto anticipo, convinto comunque di trovare due posti liberi nelle prime file e invece resto a bocca aperta di fronte a una platea oramai satura e ai palchetti del primo ordine con pochi spazi vuoti. Più tardi scopro che in sala vi sono circa 950 spettatori, un numero esagerato per la chitarra!

Mi affretto a trovare una sistemazione e trascorro gli ultimi minuti prima dell’inizio dello spettacolo contemplando la oramai nota coreografia del concorso caratterizzata da uno stuolo di spartiti che pendono dall’alto: sobria e originale all’interno della meravigliosa cornice del Teatro Verdi di Pisa.

Il pubblico è variegato, incontro amici chitarristi, bambini da poco alle prese con la chitarra, studenti avanzati, i concorrenti del concorso, maestri, musicisti non chitarristi, tanti appassionati e affezionati alla manifestazione. Come sempre l’atmosfera è carica di curiosità e di attesa e io che, avendo già sentito i finalisti nella fase eliminatoria, vengo interpellato per pareri e anticipazioni, sono veramente in imbarazzo per non riuscire a esprimere un giudizio netto a priori.

Alle 21 in punto la presentatrice Milli Russo, chiara, sintetica, senza un grammo di retorica, introduce la finale. Un sentito ricordo va immediatamente al giovane Stefano Strata che prematuramente ha lasciato il nostro mondo e quello della musica, ma che ha legato il suo nome a questa prestigiosa manifestazione. Presenta poi l’autorevole giuria evidenziando l’alto valore artistico dei componenti. Infine invita il pubblico a non applaudire a metà delle prove, ma solamente al termine di ogni singola esibizione per non interrompere la concentrazione degli interpreti.

Senza ulteriori formalità, si entra immediatamente nel vivo della competizione.

Florian Larousse esegue due Sonate di Scarlatti con una incredibile chiarezza, paragonabile a quella di un clavicembalo, molto brillante e dinamico. Prosegue poi con la Sonata di Turina esposta con eleganza.

Blazej Sudnikowicz interpreta una sonata di Weiss con uno stile veramente azzeccato. Conclude con Le Soirees d’Auteuil di Coste.

Marko Topchii comincia con un preludio di Bach molto convincente, seguito dal Capriccio Diabolico di Castelnuovo-Tedesco ricco di colori, con un tempo molto svelto e una grande energia.

Una breve pausa, più che per andare al bar, per scambiare le prime impressioni e condividere le emozioni ricevute, e si riparte col secondo tempo.

Fabian Freesen Canta con raffinatezza e bel suono l’Elegia di Mertz e con energia il terzo movimento della Sonata di Turina.

Andrea Roberto, il più giovane dei finalisti, impressiona per le sue doti tecniche con una Sonata di Scarlatti e i Tre pezzi spagnoli d Rodrigo.

Tal Hurwitz chiude il giro con il preludio della Suite BWW 996 di Bach proprio ben eseguito, il Lob der Thraenen di Mertz/Shubert e la Gran Ouverture di Giuliani suonata con cura e precisione.

Terminate le esibizioni dei concorrenti, in attesa del verdetto della giuria, il direttore con galanteria premia, ancora prima dei vincitori, la presentatrice con un bel mazzo di fiori ampiamente meritato.

Nel frattempo sono stati raccolti e contati i voti del pubblico e la premiazione inizia proprio assegnando il premio del pubblico a Andrea Roberto, sicuramente sorprendente pure per la sua ancora non maggiore età.

SI procede col verdetto della giuria: il terzo premio va ex-aequo a Hurwitz e Sudnikowicz.

Il secondo premio va a Marko Topkii.

Il vincitore della 4° edizione del concorso internazionale di chitarra classica Stefano Strata – Città di Pisa è a Andrea Roberto, il quale si aggiudica pure una chitarra del Liutaio Falorni.

Siamo curiosi di riascoltare il vincitore in uno dei tre concerti premio, magari proprio con lo strumento appena guadagnato.

Segue una serie di foto di gruppo con i vincitori, i finalisti, i giurati, le autorità premianti, il liutaio, il direttore artistico, la presentatrice e la dottoressa Giuliana Strata che ringrazia le autorità comunali.

Milli non dimentica di ringraziare il resto dello staff, la segretaria Valeria, il grafico Theo e pure me, per queste note che state leggendo, riconoscendo con sensibilità che le ho stese “con il garbo che mi contraddistingue”.

Non posso che ricambiare con sincerità i complimenti a Milli Russo e al direttore artistico Marco Borghini che dall’inaugurazione alla premiazione hanno tenuto in piedi la trama che sottostà al concorso, come un filo che sostiene le perle di una bella collana: il filo non si vede, si notano solo le perle, ma se si taglia il filo, le perle cadono giù.

Un ringraziamento speciale va alla famiglia Strata che dà a tutti gli amanti della musica e della chitarra questa preziosa opportunità che sicuramente mancava a Pisa e che arricchisce il patrimonio culturale della nostra città donandole prestigio in tutto il mondo chitarristico.

Prima di chiudere augurandoci di rinnovare questo appuntamento l’anno prossimo, giusto un commento personale sul verdetto. La scelta dei sei finalisti aveva quasi completamente incontrato il mio gusto; la scelta dei premiati non del tutto: Larousse e Freseen me li ero proprio goduti! Del resto girovagando in platea nelle varie pause dello spettacolo, origliando gli inevitabili commenti del pubblico, non ho trovato affatto pareri unanimi, ma le preferenze erano le più disparate. Questo mostra quanto i finalisti si equivalessero. A conferma di ciò, proprio Bonell ha premesso alla lettura del verdetto la dichiarazione che la giuria è, sì giunta a una conclusione, ma che questa è una delle conclusioni possibili.

Nel nostro universo, uno dei tanti possibili, accogliamo questa conclusione, una delle tante possibili, quasi equivalenti tra loro al punto che un battito d’ali di farfalla avrebbe potuto mutarla profondamente.

Mario Pingitore

venerdì, 18 ottobre 2013

Il verdetto

L’annuncio del verdetto è stato introdotto dal direttore Marco Borghini che ha sottolineato come la competizione sia in fondo una metafora della vita. Pure l’intelletto continuamente è costretto a sceglie tra i pensieri quelli migliori. Dai santi agli scienziati si cerca sempre il 1° premio. L’invito dunque è quello di continuare a cercare sempre il 1° premio e io aggiungerei, quello con la “P” maiuscola.

I sei concorrenti che hanno avuto accesso alla finale, non in ordine di preferenza della giuria, sono:

Il verdetto in massima parte non ha disatteso le mie previsioni. I pareri dei giurati sono stati piuttosto omogenei, con poche discrepanze tra di loro.

Per gli esclusi comunque c’è stata l’opportunità di approfittare della disponibilità e competenza dei giurati per discutere con loro la propria prestazione al fine di comprendere le ragioni dell’esclusione, ma soprattutto per non smettere mai di migliorare.

La serata per me è proseguita piacevolmente a cena in compagnia dei giurati. A tavola, di fronte a diverse bottiglie di buon rosso, si sono alternate le impressioni sul concorso ai simpatici racconti di Carlos Bonell e io, da buon fan dei Beatles, sono rimasto affascinato dalle sue collaborazioni con Paul McCartney.

Quasi dimenticavo… scusa Marcyn per averti sottratto la tua porzione di verdure grigliate :)

Mario Pingitore

venerdì, 18 ottobre 2013

18 ottobre - Seconda fase eliminatoria

Ognuno ai propri posti e si ricomincia, con una lunga carrellata di talenti da apprezzare o scoprire, e io con la voglia di descrivere le prossime emozioni che mi attraverseranno.

Giovanni Tomasi espone le Due canzoni Lidie di D’angelo con molta cura e precisione, sia nei passaggi ricchi di armonici che nelle virtuose configurazioni ritmiche. Pure nel primo movimento della Sonata di José padroneggia molto bene lo strumento e arricchisce l’esecuzione con variegate soluzioni timbriche.

Il giovanissimo Mattia Masini presenta la Fantasia X di Mudarra, una fantasia di Dowland e un’altra opera di Weiss in modo piuttosto corretto con buona chiarezza nella polifonia.

Giambattista Previtera, pure lui giovanissimo, esordisce col Preludio dal Preludio, Fuga e Allegro di Bach. Poi ben si destreggia tra le difficoltà tecniche della Cavatina di Tansman. Conclude col tango en Skai di Dyens.

Justina Sobczak saluta con un bel sorriso i presenti e crea immediatamente una atmosfera intensa attraverso un suono molto godibile, una eleganza nello sviluppo del discorso musicale e una profonda sensibilità. Sicuramente una artista per riuscire a rendere per me avvincente il Prélude, Tiento et Toccata di Haug, opera sicuramente di non immediata digestione.

Cristian Gramesc esegue El sueño de la razón produce mostruos di Castelnuovo-Tedesco con notevole sicurezza e musicalità e un Capriccio di Legnani con sorprendente abilità tecnica. Poi si cimenta con la Sonata di Brouwer con una fluidità e una espressività ancora più convincente.

Marco Bartoli propone il 1°, 3° e 4° movimento della Sonata di José. Lo svolgimento è per lo più scorrevole e piacevole. Apprezzabile pure una certa cura nelle scelte dinamiche e timbriche.

Federico Spina presenta le Due canzoni Lidie di D’angelo e Zapateado di Rodrigo in una esecuzione alquanto energica e intrisa di personalità.

Nicola Montella suona la Sonata di Ginastera e lo fa con maestria nel produrre suggestioni affidate una lunga serie di originali effetti timbrici e percussivi. Con solide doti tecniche presenta poi il finale con una ritmica vorticosa.

Filipe Costa Ribeiro nell’eseguire il 1°, 3° e 4° movimento della Sonata di José mostra una buona preparazione e capacità interpretativa.

Maurizio Capuano esegue Le Depart di Coste e la Passacaglia di Tansman e sceglie di farlo con una chitarra del liutaio Falorni tra quelle in esposizione in questi giorni presso l’accademia e che ha avuto l’occasione di provare per la prima volta poco prima di esibirsi! Maurizio pare proprio a suo agio con lo strumento, abbastanza sicuro nel complesso della prova.

Giulia Ballaré con Tiento di Ohana riesce con maestria a farmi trattenere il respiro per tutta l’esecuzione. Con la Sonata di Turina incanta con un pensiero musicale profondo. Non le mancano neppure energia e colori, come ha dimostrato ancora nella seconda parte della sonata.

Andrea Roberto, altro giovanissimo del concorso, esordisce nelle Arie Variate di Regondi con un suono delicato e un fraseggio leggero e pieno di sentimento. L’esibizione prosegue sempre all’insegna della cura ai particolari, senza mai urlare ma brillante e con la giusta grinta quando richiesto. Talento sorprendente, pure per la giovane età.

Florian Larousse, Introduction et caprice di Regondi e due movimenti dalla suite 997 di Bach. Vale la pena proporre un repertorio così tecnicamente impegnativo cercando di affrontarlo con la necessaria vivacità, senza rinunciare a un alto livello espressivo, rischiando di non dominarlo interamente o che qualcosa sfugga di mano? Se ci si riesce, sì, e in questo caso il risultato lascia senza parole.

Błażej Sudnikowicz ha affrontato la Sonata di Sierra praticamente senza incertezze illustrando con chiarezza le non certo immediate trame armoniche e ritmiche del brano.

Marco Topchii suona la Fuga 1001 di Bach, lo Studio n°7 di Villa Lobos e il 1° Movimento della sonata di José e produce veramente tanta buona musica, con eccellente padronanza dello strumento messa con sapienza a servizio del risultato sonoro, mantenendo sempre alta l’attenzione dell’ascoltatore, a tratti commuovendo.

Francesco Mariotti, altro giovane interprete, ben si presenta con la Suite di Krenek e due Capricci di Goya di Castelnuovo-Tedesco.

Marco Piperno, pure lui molto giovane, conclude con un brano di Dowland e il 1° e 4° tempo della Sonata di Bogdanovic mostrando interessanti qualità tecniche e interpretative.

Chiude qui la giostra del torneo.

Per i concorrenti le speranze sono ancora vive, ma a breve dovranno fare i conti col verdetto della giuria. Qualunque sia il responso, sicuramente non cancellerà le vibrazioni che tutti i concorrenti hanno messo in moto, ciascuno per quanto gli è concesso, tutti sicuramente dando il meglio di sé e questo è ciò che conta alla fine.

In bocca al lupo dunque!

giovedì, 17 ottobre 2013

17 ottobre - Prima fase eliminatoria

Nella più accogliente delle sale dell’accademia siamo entrati nel vivo della competizione. Con un’arpa e un piano a coda sullo sfondo si sono susseguiti metà dei candidati. Dalla parte opposta la giuria e nel mezzo, a tentare una descrizione degli eventi, io.

Fortunatamente non era compito mio valutare l’adeguatezza del repertorio né l’aderenza dell’esecuzione alle partitura o la correttezza delle scelte interpretative: per questo c’erano i cinque giurati.

Io mi sono quindi limitato a godere dello spettacolo e a riportare per scritto le impressione positive che ho ricevuto per trasmettere un po’ di emozione ai curiosi non presenti.

Ad Armando Resuli è toccato dare inizio alle danze, nell’esecuzione di Hika di Brouwer e dell’Adagio dalla sonata op.2 di Giuliani.

Si prosegue con Gianni Schiambarruto con la Toccata di Rodrigo e Jazz sonatina in tre tempi di Bogdanovic. Dell’esecuzione della Toccata colpisce la cura del suono e del fraseggio: nessun passaggio pare trascurato, ma ogni frammento viene espresso con significato in modo molto personale.

Harold Gretton nell’Introduzione e Capriccio di Regondi ha mostrato eccellenti doti virtuosistiche, talvolta funamboliche, talvolta con un risultato veramente notevole. Il brano certamente non perdona e Harold ha pure rischiato nell’affrontarlo con un andamento spedito, ma nel complesso lo ha dominato.

Alessandro Infante presenta prima Il carnevale di Venezia di Tarrega-Paganini con una tecnica e una sicurezza notevole in una veste ricca di personalizzazioni a tratti un po’ fuori dalle righe. Pure la successiva esecuzione di Invocazione e Danza di Rodrigo mostra le stesse caratteristiche. Certamente colpisce la maturità mostrata nonostante la giovanissima età.

Jorg Holtzmann si è cimentato con Tiento di Ohana, con una interpretazione molto scorrevole e convincente. Poi ha presentato una sua trascrizione dell’ultimo della suite 1003 di Bach in una esecuzione sapientemente rispettosa dei giochi di dinamica indicati dall’autore in questa suite. Ha concluso con Due Suggestioni di Brotons brano di non immediato effetto sul pubblico, ma reso interessante da un bel suono e da variegate scelte timbriche e dinamiche.

Sono già le 16, sono trascorse due ore di ottima musica è ora è la volta di Nuno Pinto che esordisce con un suono caldo e rotondo nei primi accordi del 2° movimento della sonata di Diabelli. Si susseguono accordi e bicordi con quel suono personale, denso, meditativo, quasi da pianoforte. Affronta il 3° movimento della stessa mantenendo le qualità timbriche e mostrando sicurezza e padronanza della tecnica. L’ultimo movimento della Sonata di Ginastera è stato intenso e travolgente.

Dmytro Kushnirov affronta i Pezzi caratteristici di Torroba. I momenti lirici sono stati sviluppati con maturità e intensità. Pure le scelte interpretative sono state valide.

Ljubica Bukvic presenta Toumbeau Sur la Mort di Weiss con dolcezza e delicatezza di suono e fraseggio per un risultato gradevole. Di Pujol suona Guajira e Tango e si apprezza la leggerezza e nuovamente suono. Molto musicale e sensibile.

Tal Hurwitz nel presentare l’allegro della Sonatina di Berkley e il 2° e 3° movimento della Sonata di Brouwer, si mostra dotato di grande facilità tecnica e maturità nelle scelte interpretative. Mi piacerebbe ascoltarlo pure in un altro repertorio perché il talento qui è fuori discussione, arricchito da un suono piuttosto curato e da grande chiarezza.

Riccardo Guella presenta opere di Bach, tra cui il preludio delle suite 1001 di Bach. Il repertorio impegnativo solo in qualche occasione ha messo Riccardo in difficoltà dal punto di vista tecnico.

Unai Insausti Eguia propone Fandango e passacaglia di Rodrigo. Il brano è impegnativo e l’esecuzione in alcuni momenti manca di fluidità. Nella sonata 14 di Scarlatti in cui non sono mancati momenti di buona musica.

Fabian Freesen presenta il 1° movimento della fantasia Telemann e il Capriccio diabolico di Castelnuovo Tedesco creando una atmosfera interessante. L’esecuzione è intensa, ricca di energia nei momenti giusti e di dolcezza quando richiesto.

Non si sono presentati Angelastri, Susani, Nazzetta, Stendler, Sabbatini e De Vitis. Chissà se sugli ultimi ritiri ha influito la pubblicazione della lista dei concorrenti di ieri.

La giuria si è mostrata sempre molto attenta, senza concedersi né uno scambio di parole né un attimo di assenza durante le esecuzioni: segno apprezzabile di rispetto per i concorrenti.

Solo una pausa a base di cioccolatini ha interrotto le esecuzioni, giusto per rinfrescare a tutti noi le idee.

Mario Pingitore

mercoledì, 16 ottobre 2013

Il posto del reporter

Il concorrente si siede sul palco, la giuria si siede di fronte, il pubblico dietro la giuria, ma io dove mi siedo?
In cerca di una collocazione, oscillo tra l’infiltrato non previsto e l’abbonato Rai col posto in prima fila.
Nel tentativo di definire la mia posizione, mi pongo tra l’orecchio indiscreto e la voce autorevole.
Potrei tentare di identificarmi per sottrazione: non sono la voce ufficiale dell’accademia né tantomeno della giuria, non sono certamente estraneo alle competizioni chitarristiche vissute in prima persona né alla valutazione di chitarristi.
Cosa resta dunque: il compito di rendere partecipi i curiosi di cosa accade dietro le quinte e di garantire più trasparenza possibile nello svolgersi della competizione.
Ovviamente disponibile a raccogliere le osservazioni dei partecipanti, interessato alle voci fuori dal coro, fino a mescolarmi nel pubblico per sondare le emozioni della serata finale.
Libero nei miei personali commenti e giudizi completamente indipendenti da quelli della giuria, che semplicemente rispecchiano la mia personale six strings theory.
A questo punto la risposta all’interrogativo iniziale non più che essere: nel mezzo, per accorciare le distanze tra pubblico, concorrenti e giuria, con in mano un invisibile filo per cucire insieme i momenti più salienti con i dettagli più insignificanti.

Pre-giudizi

Solo da domani le corde inizieranno a vibrare dal vivo, ma avendo da qualche giorno a disposizione l’elenco dei concorrenti completo di curriculum, non posso non sbirciarlo, curiosando nell’elenco dei premi già collezionati e spulciando pure nella rete in cerca di video per ascoltare qualche esecutore in anteprima.
Il numero degli iscritti è notevole, 36, per il quarto anno ancora un record di presenze.
Dando una scorsa all’elenco immediatamente si incontrano nomi noti, già ascoltati o vincitori di prestigiose competizioni quali gli italiani Giulia Ballaré, 1° Premio al Concorso Internazionale di Mottola, che ho già avuto modo di apprezzare nella scorsa edizione del nostro Concorso, l’appena diciottenne Giacomo Susani, 2° Premio al Concorso Internazionale “R. Chiesa”, l’altro diciottenne, il più giovane diplomato d’Italia, Andrea Roberto, 3° Premio al Concorso Internazionale “F. Sor” (Roma), Andrea De Vitis, 1° Premio al Concorso Internazionale di Gargnano, Davide Giovanni Tomasi, 3° Premio al Concorso Internazionale di Chitarra Sernancelhe (Portogallo), il chitarrista ucraino Marko Topchii , 1° Premio “Robert J. Vidal International Guitar Competition” ( Francia), l’israeliano Tal Hurwitz, 1° Premio Sernancelhe Guitar Competition, il francese Florian Larousse, premiato forse nei più importanti concosi al mondo, 1° Premio al Guitar Foundation of America - 3° Premio al Parkening Competition di Malibu, il rumeno Eduard Leata, pure lui già apprezzato al nostro concorso, 2° Premio due anni fa, l’australiano Harold Gretton, 2° Premio International Competition di Tokio, il portoghese Nuno Pinto, 1° Premio “Concurso Internacional Josefina Robledo” Spagna.
L’elenco è ancora lungo e contempla altri interessanti chitarristi pluripremiati. Con piacere osservo che figurano pure giovani chitarristi diplomati recentemente e con all’attivo comunque numerosi corsi di perfezionamento: chissà se proprio da uno di questi non arrivi una sorpresa in questa competizione!

La sede

Mi reco alla inaugurazione della 4° edizione del Concorso Internazionale di Chitarra Classica Stefano Strata – Città di Pisa e approfittando dei miei minuti di anticipo e dei pochi di ritardo della cerimonia, indosso i panni di un concorrente che per la prima volta mette piede nella sede dell’Accademia Musicale Stefano Strata e così mi soffermo sulle foto lungo il corridoio che ricordano la breve storia del concorso, le foto dei vincitori delle tre precedenti edizioni ritratti durante l’esecuzione alla prova finale in teatro, le lettere dei vincitori e dei giurati da cui traspare apprezzamento per la gestione e l’organizzazione del concorso e sincera gratitudine verso la direzione della scuola e in particolare il direttore artistico Marco Borghini.

L’inaugurazione

Durante la cerimonia di inaugurazione, come di consueto, è stato presentata la giuria composta dai chitarristi Carlos Bonell (Presidente), Marcin Dylla, Paolo Pegoraro, Anabel Montesinos e dal pianista Giampiero Semeraro.
Pure i concorrenti si sono rapidamente presentati, ma ovviamente avremo modo di conoscerli più un profondità nei prossimi tre giorni.
Alla giuria e ai concorrenti si sono presentati il direttore artistico Marco Borghini, la presentatrice e indispensabile interprete Milli Russo, il liutaio Paolo Falorni, il grafico Theo van Boxel e mi sono presentato pure io, nel ruolo di reporter (che però non scatta foto né raccoglie interviste) già sapientemente ricoperto lo scorso anno da Antonella Vizzi.
Il direttore ha posto l’accento sul fatto che qualsiasi critica che uscirà questa mia rubrica è fondata sul rispetto; io aggiungo pure che non si tratterà di critiche fine a se stesse, ma solamente con finalità costruttive.
Dopo qualche simpatico scambio di battute per sciogliere le prime tensioni, si passa alla parte più emozionante della serata: l’estrazione.
Alla sorte è stato affidato il compito di stilare l’ordine in cui si esibiranno i concorrenti in una tradizionale estrazione con sacchetto e numeri da tombola. Magari la sorte sa pure chi si esibirà sabato sera, ma non ce lo ha ancora fatto sapere!
Dopo aver registrato alcune assenze, per lo più giustificate, il direttore ha evidenziato quanto stasera fosse percepibile nell’aria un sentimento di speranza straordinario. Sarà inevitabile che Venerdì sera questo sentimento svanisca, ma ci auguriamo che resti la memoria di una emozionante esperienza e di un sereno e costruttivo incontro tra musicisti.

Mario Pingitore

studio van boxel